Cara mamma,
sento che la difficoltà di relazione che presenta tuo figlio è davvero una preoccupazione per te. Sento il tuo senso di impotenza (vorrei fare qualcosa) e la tua disponibilità (ogni consiglio è bene accetto) ed anche il dubbio che sottolineare il problema lo ingigantisca invece di risolverlo.
Hai ragione: insistere con tuo figlio intervenendo in vari modi può confermarlo nella sua incapacità, rimandandogli un’immagine negativa di sé, inoltre può creargli problemi ulteriori perché potrebbe sentirsi in dovere di soddisfare le richieste della mamma e delle insegnanti, percependosi sempre più inadeguato e magari anche in colpa.
Se lui ha questa difficoltà, non può imporsi un comportamento diverso, non gli serve la buona volontà, semplicemente non può fare diversamente. Quindi insistere sulla necessità di comunicare di più e in modo diverso non solo non serve, ma può essere dannoso.
Bisogna trovare altre strategie.
Potrebbero servire giochi di gruppo volti alla conoscenza degli altri, alla socializzazione e alla collaborazione, in cui siano coinvolti altri bambini e quindi non rivolti direttamente a lui.
Possono essere fatti sia a scuola (ma questa può essere solo una scelta delle insegnanti, che non si può imporre) che in gruppi parrocchiali, scout e in altri contesti, ma anche qui l’interesse a partecipare deve essere suo, per il piacere di farlo e non per acquistare una abilità.
Molto potete fare in famiglia.
Prima di tutto accettarlo per come è, senza più affliggervi per questa sua difficoltà, perché, come abbiamo visto, più ci si affligge e più si complica la situazione. Se dimostra di non avere interesse per le relazioni, accettate il fatto che ognuno ha il suo carattere e la sua personalità e lui è fatto così. In questo modo comincia a sciogliersi una tensione dovuta ad una richiesta di essere secondo il desiderio del genitore anziché come lui è.
Poi lavorate per una sua crescita in più direzioni.
Come dici tu, lavorare sulla fiducia in se stesso e sulla sua autostima può aiutarlo realmente a trovarsi con gli altri senza essere “oggetto di scherno, comportarsi come se avesse paura, trovarsi delle attività parallele”: queste situazioni denotano in effetti una sua sofferenza e non solo una mancanza di interesse per le relazioni.
Per lavorare sulla sua sicurezza, fiducia e autostima bisogna innanzitutto trasmettergliele col vostro atteggiamento, cioè credere nelle sue capacità e nella sua possibilità di evolvere secondo la sua personalità.
Ascoltarlo, dare importanza e mostrare interesse per quel che dice ed esprime, chiedere il suo parere in molte circostanze, non dargli le soluzioni ma lasciare che le trovi lui o aiutarlo a trovarle nel caso fosse necessario, cogliere la sua soddisfazione quando gli riesce bene qualcosa ma accettare anche che qualcosa gli vada storto senza fare problemi.
Sono tutti modi di trasmettergli fiducia, ricordando però che la vostra fiducia in lui deve essere reale, non si può fingere.
Se è reale automaticamente gliela trasmetterete in ogni circostanza, senza porvelo come obiettivo.
Può darsi che nel tempo, riscontrando in voi una grande accettazione del suo modo di essere, lui stesso vi parli di questo ed altri problemi suoi e/o trovi un modo di risolverli.
Considerazione, attenzione, affetto da parte vostra sono medicine potenti quanto un eccesso di preoccupazione può diventare dannoso.
Home > L'esperto Risponde > Incapacità di relazione
Incapacità di relazione
Buon giorno,
mio figlio ha appena compiuto 9 anni e frequenta la 4 elementare.
Ho notato sino da piccolo la sua difficoltà di relazione con gli altri
bambini, avevo sottolineato il problema alle maestre di asilo nella
speranza che lo coinvolgessero per farlo entrare nel gruppo ma non e’ stato
così. Da parte loro ci poteva sicuramente essere più impegno trattandosi
di educatrici e da parte di mio figlio anche, poteva dimostrare maggiore
interesse e non indifferenza.
L’inserimento alla scuola elementare non nascondo che mi preoccupava e si e’
dimostrato che avevo ragione, nel gruppo mio figlio si annulla sino a
diventare in alcuni casi oggetto di scherno da parte dei compagni.
Io provo
a motivarlo ma non ottengo risultati.
Le maestre a cui avevo sottolineato il problema sin dal primo giorno sono
evidentemente troppo impegnate per accorgersi di determinati episodi che si
verificano in classe durante l’intervallo, oppure sono incapaci di
risolvere la situazione, non solo a mio figlio ma anche ad altri bambini.
Quest’anno le cose sono relativamente migliorate, si è fatto due amici,
in gruppo però certi comportamenti si ripresentano puntualmente. E’ come
se avesse paura e non ne capisco il motivo.
Una cosa che ho notato quando è in gruppo è che lui si trova delle attività parallele. E’ li con gli
altri, ma è come se non ci fosse.
Vorrei fare qual cosa senza creare ulteriori problemi, non vorrei che
sottolineando troppo il problema. Un comportamento che magari può
risolversi con un po’ di fiducia in se stessi, si vada ad ingigantire.
Ogni consiglio è bene accetto.
grazie
Chiedi all'esperto
Vuoi fare una domanda ai nostri esperti? fa la tua domanda compilando il form, selezionando come argomento quello più pertinente alla tua domandaINVIA DOMANDA
Leggi anche
Mio figlio dice di avere pensieri brutti: come aiutarlo?
8 Giugno 2026
Coniugi senza figli: si può lasciare tutto ad un nipote?
20 Maggio 2025
