23 Febbraio 2016 L'ESPERTO RISPONDE

Flavia Cavalero

La dottoressa Flavia Cavalero è psicologa e psicoterapeuta. Cura la parte “psi” del sito www.psicomamme.it, svolge l’attività nel suo studio in via Bruino, 3 a Torino e si occupa di psicoterapia individuale e di gruppo nell'ottica del raggiungimento e del mantenimento del benessere psicologico. Riceve su appuntamento, tel. 333/3628327

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La figlia adolescente del compagno

Dott.ssa le scrivo perché da tempo vivo una situazione di disagio con il mio compagno separato con una figlia di 18 anni. Viviamo in case separate e ci vediamo solo nei we, dopo un anno molto difficile per lui, di lotte continue con lei, ora sembra che lei si sia tranquillizzata ( faceva e fa spesso tardi il sabato sera, non rispettava ne orari ne regole…) Ora il problema che vivo io è che lei dorme ancora nel suo letto e questo già mi disturba “mentalmente” e ora frequenta un ragazzo che quasi tutte le sere è a casa sua. Ora fortunatamente siamo in due case diverse, ma questo loro modo di vivere non mi aiuta a capire se una convivenza a tre sia mai possibile, perché io ho altri principi e un altro modo di vedere le cose, e questo mio problema mi ha fatto molto allontanare da loro. Cosa posso fare? Il problema è solo mio? grazie

Buongiorno Liliana, il caso che lei racconta si presta a molte ipotesi e apre molte domande e questo non possiamo farlo attraverso una comunicazione scritta. Ho fatto questa premessa per dirle che mi sento di darle solo alcune suggestioni, alcuni elementi su cui lei potrà riflettere e non una vera e propria risposta. Innanzitutto c’è un “pre” che riguarda la ragazza e suo padre, “pre” in cui lei non era presente per cui lo non può conoscere nel modo in cui lo conoscono loro ed è in questo “pre” che si è formato il loro legame.

E’ in quel momento che sono state date  le regole di quella famiglia (orario di rientro la sera, ad esempio). Se si realizzasse una nuova unità familiare si potrebbero stabilire nuove regole, tenendo in conto anche il fatto che la ragazza è maggiorenne.

Credo che solo parlando in modo chiaro con il suo compagno sia possibile immaginare una vita insieme; è fondamentale che lei esponga a lui i suoi dubbi e le sue perplessità e solo in seguito ad un confronto con lui potrete capire se questa convivenza sarà possibile.

Prima di tutto ciò, forse le può essere di grande aiuto, prendersi un momento per se stessa per soffermarsi a pensare a cosa lei davvero desidera, a come immagina la sua vita futura. Si faccia aiutare da un collega, un sostegno psicologico in questa fase delicata può essere davvero utile.

Cordialità

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