Gentile nonna Rosa,
la premessa che mi preme maggiormente fare è che non sono pediatra e neppure medico generico, pertanto la raccomandazione più sincera che vorrei fare è quella di trovare un pediatra in cui riporre la massima fiducia e che sappia rispondere ai vostri dubbi in modo esauriente rispetto alla salute della tua nipotina.
Posso condividere con voi quello che conosco rispetto all’ingrossamento asimmetrico delle “mammelle” di una bambina o di un bimbo di quest’età.
Solitamente il pediatra, di fronte a tale caratteristica, esegue una palpazione della zona al fine di individuare se tale accrescimento è riconducibile al tessuto adiposo (se c’è della ciccia!) o se diversamente vi sono delle ghiandole ingrossate.
In base alle informazioni tratte può richiedere o meno degli esami specifici per cercare la causa, con l’ausilio ad esempio del parere di un endocrinologo pediatrico.
Sappiamo che lo stimolo ormonale materno in età transplacentare, quando cioè la creatura è nel grembo materno, è responsabile dello sviluppo della ghiandola mammaria e della produzione degli estrogeni del bambino.
Lo sviluppo, a volte lieve, a volte più marcato, delle ghiandole mammarie dell’infante deriva dalla sensibilità dei recettori delle ghiandole stesse: conservazione di estrogeni materni; produzione autonoma di tali ormoni; introduzione accidentale, attraverso l’alimentazione, degli estrogeni presenti nelle carni di animali trattate arbitrariamente con questi ormoni.
Quando si parla di neonati (prime settimane di vita) interessati a tale eccesso di estrogeni in circolo, si può parlare di “crisi genitale neonatale” che si può manifestare con turgore mammario, qualche sporadica perdita lattescente dal capezzolo, secrezioni prodotte dalla mucosa genitale (anche di colore rosso, tipo mestruo) e/o aumento di volume del clitoride e delle grandi labbra nella femminuccia, presenza di un “idrocele” (formazione di liquido all’interno dello scroto) nei maschietti, chiazzette rosse o pustoline sulla faccia.
Nulla di allarmante o doloroso per le nostre creature. Basterà attendere ed osservare che il fenomeno si attenui fino a scomparire completamente nel giro di pochi giorni o mesi a seconda del tipo di manifestazione.
Quando il periodo oltre il quale si presuppone che l’effetto di estrogeni placentari sia terminato, intorno ai dieci mesi di età o comunque prima del secondo anno di vita, si può parlare di “telarca mammario precoce” che è una manifestazione caratterizzata dal solo ingrandimento di una o delle due mammelle.
Tale accrescimento evolve con andamento ciclico: esso si caratterizza da alternanza di momenti di maggiore con altri di minore sviluppo mammario e regredisce, il più delle volte, spontaneamente entro limiti di tempo variabili, da pochi mesi ad alcuni anni.
In caso di Telarca precoce, comunque, è sempre bene controllare periodicamente:
• la velocità della crescita
• Rx del polso e della mano sin. per la determinazione dell’età ossea
• Altri esami specifici per misurare eventuale dosaggio ormonale
Spero sinceramente di aver chiarito un poco le eventuali spiegazioni ti tale fenomeno pur essendo convinta che un buon pediatra è quello che riesce a trovare il tempo di accogliere e risolvere le ansie della genitorialità, che possono contagiare in positivo ed in negativo i super nonni del 21esimo secolo!
Arianna
