Gentile signora,
le rispondiamo volentieri perché apprezziamo molto il suo coraggio: si è esposta con grande onestà e le siamo grati di questo.
Le diciamo subito che mette insieme due mondi differenti ed è per questo che la sua valutazione la manda in tilt.
Le facciamo un esempio: si trova a voler fotografare un bel paesaggio, fa clic e le viene fuori una immagine sfocata. Non è il paesaggio, e nemmeno l’esposizione alla luce, poi guarda e c’è l’obiettivo sporco. Ecco. La sua rabbia non ha relazione con l’amore per sua figlia, e infatti riescono a esserci entrambi, anche se lei non lo sopporta.
Può sembrare una contraddizione ma non lo è, le relazioni sono complesse e i sentimenti ambivalenti, sempre, ma quello che ci sembra emerga in questa situazione è un altro aspetto.
Vorrebbe rivolgere a sua figlia tutto l’amore che prova (come mamma), e poi però questa relazione è l’occasione, il pretesto, per far emergere una rabbia che è in lei (come donna? figlia? amica?), ma non si sa da dove venga e perché, un altro fulmine, insomma, che approfitta di una certa somiglianza con il primo (l’effetto sorpresa) per esprimersi a pieno.
La sua rabbia è come l’imbucato ad una festa, che sembra vestito bene, ma poi si mostra molto maleducato.
Non può far altro che riconoscere che è invadente, può lamentarsene ma finché non riunisce la security per capire come si possa imbucare e chi sia l’infiltrato, ricapiterà.
La invitiamo allora a riflettere sulla sua rabbia, e sul perché abbia bisogno proprio di sua figlia (come testimone e non come artefice) per poter emergere.
In bocca al lupo davvero.
