Gentile Cinzia,
ammetto che come ho letto la sua lettera ho pensato ai cartelli che ultimamente compaiono sulle cancellate di molti campi sportivi, è molto probabile che anche a lei sia capitato di vederne, se non altro sui social. Riassumendo il contenuto di questi cartelli è l’esplicita richiesta da parte degli allenatori verso i genitori di non “intromettersi” nelle decisioni tecniche specialmente durante le partite perché spesso il comportamento ha causato malumori e liti tra genitori e, di conseguenza, tra gli atleti.
In generale mi sento in linea con queste richieste, che ritengo essere lecite e anche educative nei confronti dei ragazzi, ma a mio parere questo non vuol dire che non si possa parlare con gli allenatori in un momento diverso da quello in cui si svolge la partita o l’allenamento.
Senza entrare nello specifico del suo caso, perchè non ho elementi sufficienti per farne un’analisi, posso darle alcuni suggerimenti tenendo conto che il ragazzo ha 14 anni ed è quindi grande abbastanza per avere un po’ di senso critico:
– chieda a suo figlio come si trova nella squadra e, cosa importantissima, se si diverte quando va a giocare a pallone
– chieda a suo figlio se ritiene di essere un bravo giocatore e se ritiene di ricoprire il posto adeguato a lui
– eviti di esprimere davanti al ragazzo dei giudizi che vanno contro l’allenatore
– chieda quanto prima un colloquio con l’allenatore per esporgli i suoi dubbi e avere delle risposte in merito
Solo quando avrà una visione di insieme sarà in grado di capire come stanno le cose e potrà agire di conseguenza
Un caro saluto
