20 Maggio 2013 L'ESPERTO RISPONDE

Lucia Barolo

La dott.ssa Lucia Barolo, Psicologa e Neuropsicologa, svolge valutazione e riabilitazione neuropsicologica per i disturbi cognitivi, sostegno per disagi del bambino e dell’adolescente; attività di parent training; attività di consulenza tecnica di parte legate a separazioni e divorzi, affidi e valutazioni delle capacità genitoriali; interventi di supporto e sostegno alla genitorialità; attività di sostegno psicologico alle coppie con bambini con difficoltà cognitiva e fisica. Riceve su appuntamento presso il suo Studio di Torino e presso lo Studio Emovere, viale Angeli 26/bis – Cuneo cell. 339-3163133 - barolo.lucia@gmail.com

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Mia figlia non parla bene

Buongiorno, ho una bimba di quasi 7 anni che ha ancora un po’ di problemi nel parlare…

Ovviamente dice tutto, ma non tutto in maniera corretta. Ha iniziato a dire delle vere e proprie parole a due anni e mezzo. Mi sono sempre preoccupata ma tutti mi dicevano che a volte capita.

Attualmente distorce delle parole, (non tantissime in realtà) ma soprattutto i suoi concetti o meglio il suo linguaggio  spesso è confuso e capita anche che n on mi sappia ben raccontare un episodio che le è accaduto. Premetto che non sono una mamma ansiosa, ma se la paragono a sua sorella, che a poco più di un anno parlava perfettamente, o a sue coetanee noto la differenza. La sua maestra ha sempre detto che  era normale… ma oggi mi rimprovera la bimba che non parla bene e di conseguenza non scrive bene (anche se mi sembra eccessivo chiedere a dei bimbi di prima elementare di fare un testo).

Non so che fare, è il caso di preoccuparmi e fare delle visite mediche? Se si non saprei quali. La ringrazio anticipatamente e spero in una Sua risposta.

Luisa

Gentilissima Luisa,

come primo consiglio le suggerirei di investigare se la comprensione uditiva che sua figlia ha delle parole che le vengono dette e proposte sia corretta; mi riferisco sia alla capacità uditiva vera e propria (se la chiama lei risponde o si gira), ed anche se percepisce in modo corretto lo stimolo uditivo. Eventualmente può far approfondire dal pediatra con una visita, in aggiunta svolgendo anche un esame specifico (Potenziali Evocati Uditivi). Questa indagine permette di scremare già alcune variabili.

Se non vi sono disturbi uditivi specifici potrebbe iniziare a svolgere una breve valutazione, che può provare a fare lei stessa: in una stanza senza troppo stimoli e rumori può fa ripetere  a sua figlia singole parole, incrementando il numero delle sillabe (casa, tavolo, bambino, poltrona, aggiornare, confidenziale, velocemente, ect) e anche di non-parole (seva, cameda, baticane, prodime, assovelato, ect). Se questo tipo di prova non fosse svolta nel modo migliore dalla bambina, le suggerisco di rivolgersi a un professionista che si occupa di disturbi del linguaggio.

Nel caso in cui la prova precedente fosse superata, le consiglierei comunque di rivolgersi ad uno specialista in quanto le variabili dei disturbi del linguaggio riguardano un ampio ventaglio di problematiche (Produzione, Denominazione, Comprensione, Ripetizione, ect).

Prendendo nello specifico i dati da lei riportati, sembra che la sua bambina presenti una difficoltà nell’organizzare un discorso, in particolar modo quando si tratta di una sequenza da ordinare in modo temporale; la competenza narrativa richiede una pianificazione, compito complesso, ma che per un bimbo dell’età di sua figlia dovrebbe già essere stato acquisito in modo automatico.

L’ingresso nella scuola primaria espande e generalizza l’uso delle principali funzioni interattive del bambino; si perfezionano le modalità con cui si scambiano le informazioni e si formulano le domande, le funzioni matetiche (immaginare, descrivere, commentare, valutare secondo riferimenti ad oggetti concreti) emergono con sicurezza sollecitate dall’ascolto e dalla comprensione di narrazioni fiabesche e racconti illustrati. L’assetto pragmatico del linguaggio nel bambino, viene raggiunto a circa 6 anni ed è l’elemento del linguaggio più legato alla capacità di rappresentazione mentale e allo sviluppo psicologico per la capacità di condividere contenuti mentali, idee, affetti ed emozioni.

I bambini di 4-6 anni progredendo nella competenza cognitiva riescono a giungere anche a livelli considerevoli di consapevolezza metalinguistica. Lo sviluppo e l’espansione del lessico impegna il bambino a coniugare le esigenze della sintassi (prime regole) e l’organizzazione delle idee.

Da questa fatica interna e in coincidenza con questo sovraccarico possono presentarsi fenomeni linguistici scompensati quali esitazioni e ripetizioni in particolare nell’esordio della frase, dando origine a disfluenze, legate a problemi del sistema di memoria procedurale.

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