24 Maggio 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Non mangia e fa la pipì a letto

Buongiorno,

sono la mamma di una bambina di 4 anni, Martina.

Martina è una bambina vivace, socievole e, a detta delle educatrici del nido prima (è andata all’asilo nido dall’età di 21 mesi) e delle maestre dell’asilo ora, molto competente per la sua età.

Secondo loro è sempre propositiva, allegra, capace di inventare nuovi giochi trainando gli altri, responsabile.

Tuttavia da un bel po’ di tempo rifiuta la stragrande maggioranza dei cibi che le proponiamo la sera a cena.

Il ventaglio di cibi che non le ispirano si è andato allargando sempre di più, con un crescente e mal celato nervosismo da parte di noi genitori.

Una volta mi ha detto che lei non vuole mangiare, perché non vuole diventare grande, perché da grandi tante cose non si possono più fare: giocare, poppare (lei ha sempre preso il biberon!), ecc.

Inoltre la notte fa ancora la pipì a letto e i tentativi di toglierle il pannolino sono stati un completo insuccesso.

Per la verità per un breve periodo aveva smesso di fare la pipì di notte, dietro nostra sollecitazione: si svegliava per andare in bagno. Dopo un trasloco (ormai più di 1 anno fa) la situazione è regredita al punto che in certi periodi ha ricominciato a farsela addosso anche di giorno e le abbiamo rimesso il pannolino di notte.

Mentre è molto autonoma all’asilo, dove va tutti i giorni fino alle 16, a casa si rifiuta di vestirsi da sola o di lavarsi i denti da sola.

Ho provato a spingerla in questa direzione, ma sembra che la cosa le pesi tantissimo.

Altra cosa un po’ strana: dai tempi del nido ha la fobia dei palloncini, per paura che scoppino: l’altro giorno siamo dovuti scappare da un compleanno per questo motivo.

In conclusione, la pediatra ci ha detto che Martina è “grande” per la sua età: si fa visitare tranquillamente, ha un vocabolario molto ricco, è perspicace, ecc. e che probabilmente fare la pipì a letto e non mangiare è un modo per scaricare la tensione di doversi comportare da grande.

Come ci dobbiamo comportare?

Dobbiamo preoccuparci per questo rifiuto della cena (la colazione e il pranzo all’asilo li fa tranquillamente)?

Dobbiamo stimolare la sua autonomia in casa, togliendole il pannolino, spingendola a vestirsi da sola, o è preferibile aspettare rispettando i suoi ritmi?

Grazie

Cara Beatrice,
innanzitutto il fatto che Martina all’asilo si comporti in maniera appropriata e competente è positivo perché significa che ha le capacità e le potenzialità per percorrere adeguatamente le varie tappe evolutive.
Proviamo ad analizzare invece i comportamenti problematici che Martina assume a casa.

Gli alimenti che Martina rifiuta a cena sono gli stessi che invece accetta all’
asilo?
E nel week end cosa succede?
Martina mangia o rifiuta il cibo anche nel week end?
Se non sono state riscontrate intolleranze o allergie specifiche, considerate e ammesse delle lecite preferenze, Martina non deve avere il potere di decidere completamente cosa e quando mangiare perché alla lunga potrebbe mettervi sempre più in difficoltà, trasformando la cena in un campo di battaglia.
E’ molto importante che il pasto sia un momento sereno (il nervosismo dei genitori è contagioso), di condivisione e confronto (possibilmente si mangia tutti insieme), esclusivo (niente giochi, niente tv mentre si mangia) e a “tempo determinato” (“se non mangi adesso dovrai attendere fino al prossimo pasto”).
Il rispetto di queste poche regole potrebbe aiutare Martina a vedere il pasto a casa come un momento piacevole, atteso, in cui cosa si mangia diventa secondario rispetto a con chi e come si mangia.

Solitamente i bambini hanno fretta di crescere perché sono degli esploratori e desiderano fare nuove esperienze, imparare a fare cose nuove, sviluppare nuove conoscenze e, soprattutto, imitare i loro modelli adulti di riferimento.
Tutto ciò vale anche per Martina ma soprattutto all’asilo e un po’ meno a casa…
Dovete far comprendere a Martina che la crescita non è un processo “tutto o
niente”: per alcune cose ed attività è già grande, per altre è ancora piccola, ed anche gli adulti possono restare sempre un po’ bambini, anche gli adulti amano e sanno giocare.
Tutto ciò le va però dimostrato: giocando con lei, partecipando con reale interesse e divertimento alle sue fantasie e alle sue piccole attività.
D’altra parte voi potrete coinvolgerla in maniera ludica in piccole faccende domestiche e commissioni, esaltando il suo essere abbastanza grande per fare già queste cose con la mamma (tra l’altro, ad esempio, preparare insieme la cena potrebbe essere un incentivo per poi mangiarla!).

Probabilmente all’asilo vostra figlia è molto più autonoma perché è stimolata dalla dimensione di gruppo, dal confronto con gli altri compagni e inoltre i tempi dedicati alle varie attività sono a misura di bambino (ci si lava i denti insieme, ci si veste in compagnia e non c’è mai troppa fretta perché le maestre dopo non devono andare al lavoro!).

Vi suggeriamo di approfittare dei week end per provare a stimolare in lei queste autonomie anche a casa, giocosamente, serenamente e con tanta pazienza.

A questo punto, non appena Martina ricomincerà ad apprezzare di essere una bimba che pian pianino diventa sempre più grande – perdendo forse qualche privilegio ma conquistandone altri – probabilmente rinuncerà prima o poi spontaneamente al biberon e riconquisterà (con un piccolo aiutino vostro) il controllo sfinterico notturno.

Per quanto riguarda i palloncini… nessuno è perfetto! (Avete provato a farla familiarizzare con le sculture di palloncini?).

Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.

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