Cara Beatrice,
innanzitutto il fatto che Martina all’asilo si comporti in maniera appropriata e competente è positivo perché significa che ha le capacità e le potenzialità per percorrere adeguatamente le varie tappe evolutive.
Proviamo ad analizzare invece i comportamenti problematici che Martina assume a casa.
Gli alimenti che Martina rifiuta a cena sono gli stessi che invece accetta all’
asilo?
E nel week end cosa succede?
Martina mangia o rifiuta il cibo anche nel week end?
Se non sono state riscontrate intolleranze o allergie specifiche, considerate e ammesse delle lecite preferenze, Martina non deve avere il potere di decidere completamente cosa e quando mangiare perché alla lunga potrebbe mettervi sempre più in difficoltà, trasformando la cena in un campo di battaglia.
E’ molto importante che il pasto sia un momento sereno (il nervosismo dei genitori è contagioso), di condivisione e confronto (possibilmente si mangia tutti insieme), esclusivo (niente giochi, niente tv mentre si mangia) e a “tempo determinato” (“se non mangi adesso dovrai attendere fino al prossimo pasto”).
Il rispetto di queste poche regole potrebbe aiutare Martina a vedere il pasto a casa come un momento piacevole, atteso, in cui cosa si mangia diventa secondario rispetto a con chi e come si mangia.
Solitamente i bambini hanno fretta di crescere perché sono degli esploratori e desiderano fare nuove esperienze, imparare a fare cose nuove, sviluppare nuove conoscenze e, soprattutto, imitare i loro modelli adulti di riferimento.
Tutto ciò vale anche per Martina ma soprattutto all’asilo e un po’ meno a casa…
Dovete far comprendere a Martina che la crescita non è un processo “tutto o
niente”: per alcune cose ed attività è già grande, per altre è ancora piccola, ed anche gli adulti possono restare sempre un po’ bambini, anche gli adulti amano e sanno giocare.
Tutto ciò le va però dimostrato: giocando con lei, partecipando con reale interesse e divertimento alle sue fantasie e alle sue piccole attività.
D’altra parte voi potrete coinvolgerla in maniera ludica in piccole faccende domestiche e commissioni, esaltando il suo essere abbastanza grande per fare già queste cose con la mamma (tra l’altro, ad esempio, preparare insieme la cena potrebbe essere un incentivo per poi mangiarla!).
Probabilmente all’asilo vostra figlia è molto più autonoma perché è stimolata dalla dimensione di gruppo, dal confronto con gli altri compagni e inoltre i tempi dedicati alle varie attività sono a misura di bambino (ci si lava i denti insieme, ci si veste in compagnia e non c’è mai troppa fretta perché le maestre dopo non devono andare al lavoro!).
Vi suggeriamo di approfittare dei week end per provare a stimolare in lei queste autonomie anche a casa, giocosamente, serenamente e con tanta pazienza.
A questo punto, non appena Martina ricomincerà ad apprezzare di essere una bimba che pian pianino diventa sempre più grande – perdendo forse qualche privilegio ma conquistandone altri – probabilmente rinuncerà prima o poi spontaneamente al biberon e riconquisterà (con un piccolo aiutino vostro) il controllo sfinterico notturno.
Per quanto riguarda i palloncini… nessuno è perfetto! (Avete provato a farla familiarizzare con le sculture di palloncini?).
Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.
