Ciao mamma,
mi incuriosisce molto titolo che hai dato alla tua domanda… “Ci ho provato ma non riesco proprio” e ho dovuto arrivare fino alla fine per collegarlo a ciò che scrivi: se ho capito bene ti hanno consigliato di lasciarla piangere affinché si addormenti da sola e questo tu proprio non lo vuoi…
Riparto però dall’inizio: la tua è una bimba vivace, curiosa, simpatica e giocherellona, e tutto ciò mi sembra un ottimo approccio alla vita! Consideriamo anche che ha sette mesi e forse un pochino precocemente rispetto alla media dei bimbi sta ricevendo e rispondendo agli stimoli del mondo sviluppando una sua visione ed elaborando tutto ciò che le arriva.
Questo è un periodo delicato e importante, in cui percepisce che la simbiosi con la mamma sta cambiando: non esiste solo un tutt’uno con te ma ci sono anche altre “entità” nel mondo e lei stessa comincia a percepirsi in modo diverso. Verso gli otto mesi sopraggiunge quella che viene comunemente chiamata “paura dell’estraneo” in cui anche i bimbi inizialmente più sorridenti cominciano a distinguere mamma, papà e il resto del mondo che non sempre può risultare rassicurante.
Teniamo anche conto che esiste il periodo dell’esogestazione, sono appunto i nove mesi circa dopo la nascita alla fine dei quali il bebé esce appunto dalla simbiosi che non finisce con il parto ma si prolunga ancora per questi primi mesi. Proprio in questo periodo si può notare che sognino di più o che cambino le abitudini dell’addormentamento e del sonno; il sistema nervoso del bebé ha bisogno di elaborare e integrare le nuove esperienze vissute durante il giorno. Abbandonarsi al sonno potrebbe risultare per loro pericoloso o quanto meno un vissuto sconosciuto. Molto probabilmente è per questo che la tua bimba cerca la tua presenza rassicurante.
Di solito non mi sbilancio in consigli o giudizi sui metodi educativi, ma rispetto al fare piangere i bambini affinché si addormentino non ho mezze misure: è stato dimostrato che un approccio simile può provocare danni neurologici al neonato oltre a minare la relazione di fiducia con l’adulto di riferimento.
In fondo basterebbe un po’ di buon senso e di identificazione: se provassimo sensazioni sconosciute, se fossimo sottoposte a molti nuovi stimoli tutto il giorno, non gradiremmo la cura e l’attenzione di chi ci vuole bene? Anche solo di un tocco amorevole, di una coccola, di due parole di conforto? Magari potremmo aver bisogno di piangere un po’ per scaricare la tensione.
Stai mettendo le fondamenta della relazione con tua figlia, se sentirà che le sei vicina quando ne ha bisogno, non dovrà cercarti continuamente in futuro, perché potrà esplorare il mondo sapendo di poter tornare da te per un conforto. Se invece si vedesse costretta a chiedere e a piangere tanto per non ricevere sostegno potrebbe sì sviluppare insicurezza e disagio.
Comprendo che possa essere faticoso assecondarla in questa richiesta, peraltro passeggera, ma se la inserisci in una visione più ampia della vostra relazione e della vostra crescita (la sua di bimba e la tua di mamma) e ascolti qual è il tuo desiderio più profondo, sono sicura che troverai un modo per rassicurarla e passare oltre, nutrite dalla fiducia reciproca.
Se ti fa piacere puoi trarre beneficio anche nel condividere queste sensazioni nei gruppi dedicati alle future e neomamme; personalmente ne organizzo uno alla settimana a Torino, in questo periodo il martedì mattina.
Un sereno addormentamento a voi, donne in crescita!
Gabriella
