Cara Roberta,
da quello che racconti posso immaginare che la tua bimba possa avere dei disturbi di reflusso gastro-esofageo.
Purtroppo il reflusso gastro-esofageo è un fenomeno che si riscontra normalmente nella quasi metà dei lattanti nei primi mesi di vita e quindi è quasi fisiologico tanto che gli autori anglosassoni parlano di “Happy spitters”.
A questo genere di disturbo si possono ricondurre i risvegli notturni e l’irrequietezza della tua bimba.
In genere i rigurgiti scompaiono dall’ottavo mese.
In qualche caso i sintomi del reflusso rimangono fino al diciottesimo mese ma senza causare la malattia da reflusso gastro-esofageo vera e propria e di norma non è necessario usare alcun farmaco.
E’ consigliabile, però, farsi seguire da un medico che saprà rassicurare e indicare le cure migliori e adatte ad ogni caso specifico.
Per raccogliere maggiori informazioni ti suggerisco di leggere l’articolo qui linkato.
Mi sembra di intuire inoltre, che la mancanza di contatto fisico con tua figlia ti fa soffrire, che questo suo rifiuto alle coccole viene da te vissuto come una distanza, un tenerti lontana da sé.
Forse la tua apprensione è che con il rientro al lavoro e l’ingresso all’asilo nido tutto questo non potrà che acuirsi.
Questo genere di timori è più che normale, è una forma di contagio da cui tutte le mamme sono colpite.
Il mio suggerimento è quello di trascorrere più tempo possibile osservando i suoi giochi con lo sguardo sereno e amorevole che solo la mamma può rivolgere al proprio figlio, mettendoti magari in una posizione di allineamento: se lei gioca sul tappettone tu siediti per terra in una posizione di apertura e relax dimostrandole che la cosa più bella per te è quella di osservare le sue scoperte e le sue capacità.
Lascia che sia il tuo corpo a comunicare, lascia che il contatto visivo la faccia sentire contenuta e accarezzata, che la tua voce e il tuo canto possa incantarla fino a che sia lei a desiderare i tuoi abbracci…
Per poter guardare hanno bisogno di essere visti, e per poter ascoltare hanno bisogno di essere ascoltati.
Non possiamo dimenticare però che i nostri figli sono “altro” da noi e ci dimostrano ben presto il loro carattere, le loro esigenze e preferenze.
C’è un luogo in cui il tempo
non è scandito dal ticchettio dell’orologio,
ma dal battito del cuore
Bianca Buchal
Arianna Fucarino
Associazione Guardaluna– Torino
