Cara Paola,
effettivamente la maestra della scuola materna ha commesso una leggerezza mentendo alla bambina e incrinando così il rapporto di fiducia che le univa.
L’episodio in sé, tuttavia, non è particolarmente grave ma purtroppo si è sommato a tutta una serie di insicurezze, ansie e timori che probabilmente la bambina già prova da diverso tempo.
Sicuramente sua nipotina riceve molte attenzioni da voi tutti e intorno a lei c’è un clima di grande affetto, ma c’è anche molta confusione e non è chiaro quali sono gli adulti di riferimento, quelli che svolgono nei suoi confronti la funzione genitoriale.
Non è chiaro se per almeno un periodo della sua vita la bambina abbia vissuto con i suoi genitori ma sicuramente ad un certo punto ha cominciato a vivere prevalentemente a casa dei nonni perché i genitori lavoravano (ma a dire il vero ciò non giustifica completamente la permanenza notturna della bimba dai nonni a meno che entrambi lavorassero di notte).
Attualmente la bimba vive con lei, con Il padre e con i nonni, mentre la madre sembra essere poco presente e addirittura è comparso un nuovo adulto: il compagno della mamma.
Nonostante la presenza nella vita di sua nipote di tutti questi adulti, l’ideale sarebbe che fossero principalmente i genitori – sebbene separati – a prendersi cura di lei, ad occuparsi della sua educazione, a prendersi carico dei suoi bisogni affettivi ed emotivi ma ci sembra di intuire che ciò non stia avvenendo e forse, per ragioni che noi non conosciamo e che in questa sede non ci competono, non è al momento possibile.
Di chi si deve e si può fidare dunque la bambina?
A chi si deve e si può affidare?
Lei Paola parla al plurale: “andavamo a prenderla… siamo andate a prenderla… con la maestra abbiamo già parlato… cosa dobbiamo fare?”
E noi ci chiediamo: chi va a prenderla? Chi parla con le maestre? Chi di voi sta chiedendo aiuto? Le sue preoccupazioni di zia sono condivise anche dai genitori della bambina?
Ognuno di voi che ruolo ha nella vita della bambina?
In tutta questa confusione sembra esserci un unico punto fermo: la casa dei nonni.
Tutto intorno cambia, tranne il luogo in cui vive e forse questo è il motivo per cui non ama allontanarsi da quella che sembra essere la sua unica certezza, un luogo sicuro in cui si sente protetta.
Vi invitiamo a diminuire il livello di confusione presente, suggerendovi di confrontarvi innanzitutto tra voi adulti per definire i vostri ruoli all’
interno della famiglia e nei confronti della bambina, per definire e delimitare i confini del vostro sistema familiare e dei relativi sottosistemi.
Una maggiore chiarezza nel mondo degli adulti, l’individuazione di punti fermi, il raggiungimento di un po’ di stabilità non potrà che essere d’aiuto alla sua nipotina. A tale fine potrebbe per voi essere utile fare alcuni colloqui con un consulente familiare o uno psicoterapeuta della famiglia.
Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.
Home > L'esperto Risponde > Non vuole più uscire di casa
Non vuole più uscire di casa
Sono la zia di una bambina di 5 anni, una bambina che fino a qualche tempo fa è sempre andata volentieri alla scuola materna, si dispiaceva spesso quando andavamo a prenderla perchè voleva stare ancora un po’.
Qualche settimana fa è stata male proprio alla scuola materna, ha cominciato a piangere e lamentarsi dicendo alla maestra che aveva mal di pancia e di telefonare a casa per andare a prenderla, la maestra le ha detto che l’avrebbe fatto ma così non è stato nonostante continuasse a dirglielo, quando siamo andate a prenderla stava male e piangeva ancora, la maestra ci ha detto che aveva mal di pancia e che voleva tornare a casa ma ha cercato lei di consolarla senza riuscirci.
Da allora la bambina non vuole più andare alla scuola materna perchè ha paura di sentirsi nuovamente male, non si fida più della maestra perchè non ha chiamato a casa, ogni volta che la prepariamo per andare a scuola piange e quando è li comincia a tremare e piangere, le viene la nausea ha mal di pancia ci chiede di stare li anche noi, non riesce nemmeno a far colazione perchè comincia a venirle mal di pancia solo al pensiero di dover tornare alla scuola materna, questo adesso accade anche se dobbiamo andare da parenti o in pizzeria o in un negozio… le viene il panico piange trema suda, prima inventa delle scuse per non andarci poi reagisce in quel modo…
Cosa dobbiamo fare?
Con la maestra abbiamo già parlato, ma nonostante le avessimo detto di chiamarci se la bambina le avesse chiesto di farlo anche se non stava male, perchè magari voleva metterla alla prova, lei ha solo fatto finta di telefonare e la bambina si è accorta di questo… dopo questo fatto ha paura di stare male quando è alla scuola o quando va da qualche parte… i genitori sono separati da circa un anno, e anche quando deve andare dalla mamma dice di avere mal di pancia e non và volentieri soprattutto se sa che c’è il nuovo compagno della mamma…
Non so più come comportarmi, la bambina dalla separazione dei genitori vive a casa con il papà i nonni e me, ma dormiva a casa dei nonni anche prima della separazione dei genitori perchè lavorano entrambi e l’abitazione è adiacente alla loro… un cambiamento c’è stato ma un equilibrio si è comunque ricreato la bambina è tranquilla quando è a casa, sta bene, ma dopo questo fatto ogni volta che si parla di andare alla scuola o di andare da qualche parte la reazione è simile a degli attacchi di panico…
Spero di avere una vostra risposta o un piccolo consiglio…
Grazie!!!
Chiedi all'esperto
Vuoi fare una domanda ai nostri esperti? fa la tua domanda compilando il form, selezionando come argomento quello più pertinente alla tua domandaINVIA DOMANDA
Leggi anche
Mio figlio dice di avere pensieri brutti: come aiutarlo?
8 Giugno 2026
Coniugi senza figli: si può lasciare tutto ad un nipote?
20 Maggio 2025
