Cara mamma,
la situazione mi pare piuttosto complessa anche perché mancano alcuni elementi che la chiarifichino.
Ad esempio, ha avuto la maestra vicino fin dall’inizio o la sua richiesta è spuntata ora?
Nel primo caso mi pare evidente che per lui sia difficile abbandonare un vantaggio acquisito.
Solo ora vuole la maestra vicina?
Che cosa è successo allora?
Piuttosto che rimproverare il bimbo, compatirlo o ignorare le sue richieste, sarebbe opportuno cercare di comprendere il suo vissuto (non capire a livello mentale, come se dovessi fare una diagnosi). Mettiti nei suoi panni e prova a percepire i pensieri e le emozioni che motivano questa sua richiesta. Non fare domande che lo metterebbero in una posizione di inquisito, ma entra empaticamente in contatto con lui attraverso la tua intelligenza emotiva e la tua sensibilità.
Fare questo non è però semplice perché presuppone anche una grande chiarezza in te delle motivazioni che ti hanno spinta a mandarlo a scuola con un anno di anticipo e a scegliere per maestra una cara amica di famiglia. Fare chiarezza non significa valutare le tue scelte, semplicemente conoscerne le motivazioni.
Il bambino è sveglio e intelligente? Pare evidente sfruttare le sue abilità e quindi anticipare l’ingresso a scuola. Ma lui poi chiede un’insegnante vicina che lo “possa guardare e controllare se lui dovesse sbagliare qualcosa”. Forse percepisce le aspettative della famiglia come elevate (al di là di quel che può essere realmente) e lui non può concedersi di sbagliare?
Dalla sua affermazione pare che il bambino non si viva la scuola come una esperienza propria, in cui diventa importante anche la gratificazione personale del rapporto con i pari, i giochi, gli scambi e magari i litigi con loro, ma piuttosto come un dovere di gratificare i genitori e magari anche la maestra che è amica di famiglia.
Questo fatto potrebbe indurlo a pensare che a lui spetti un trattamento privilegiato o comunque la conoscenza anche fuori dell’ambito scolastico lo mette in una posizione diversa dai compagni.
Ovviamente questa è solo un’impressione mia, emersa dalle poche righe inviate e quindi va opportunamente valutata. Anche l’esigenza di essere “guardato” dall’insegnante, mi fa pensare che lui non riesca a percepirsi autonomo in quell’ambiente ma che lo “sguardo materno” debba essere ancora presente per lui.
Per questo penso che comprendere le motivazioni che hanno spinto voi genitori a fare queste scelte sia imprescindibile per comprendere con quali modalità ora lui si stia approcciando alla scuola, che normalmente non significa solo riuscire bene, ma anche vivere un’esperienza “altra” (che non vuol dire “alternativa”) rispetto alla famiglia.
10 Febbraio 2011 L'ESPERTO RISPONDE
Home > L'esperto Risponde > Pianto a scuola
Pianto a scuola
Buongiorno.
Ho un bambino che compirà 6 anni tra qualche mese ed è andato a scuola
elementare come “anticipatario”.
E’ molto sveglio ed ha ottenuto grandi
risultati nello studio con i complimenti delle maestre nonostante la sua età.
E però circa una settimana che piange a scuola. Lui mi dice che il motivo è
che non vuole nessun compagno accanto ma solo una maestra (che tra le altre
cose è una cara amica di famiglia) che lo possa guardare e controllare se lui
dovesse sbagliare qualcosa.
Ho provato a rimproverarlo, ho provato a
compatirlo e ultimamente anche a ignorare questa sua cosa.
Non so in che
altro modo affrontarlo.
Vi ringrazio anticipatamente.
Chiedi all'esperto
Vuoi fare una domanda ai nostri esperti? fa la tua domanda compilando il form, selezionando come argomento quello più pertinente alla tua domandaINVIA DOMANDA
Leggi anche
Mio figlio dice di avere pensieri brutti: come aiutarlo?
8 Giugno 2026
Coniugi senza figli: si può lasciare tutto ad un nipote?
20 Maggio 2025
