30 Giugno 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Prima elementare

Buongiorno,

sono la mamma di un bambino di sei anni che a settembre comincera’ la prima elementare, fin’ora e’ sempre stato entusiasta di questo nuovo inizio, ora pero’ sta cominciando a capire che l’asilo e’ finito e non vedra’ piu’ ne’ le sue maestre ne’ i suoi compagni (nella scuola
dove andra’ lui non ci saranno suoi compagni della materna) e comincia a dire che vuole stare con le sue maestre e i suoi compagni, insomma e’ un po’ in
crisi.

Noi genitori come possiamo aiutarlo a superare questo periodo difficile?

Grazie

Cordiali saluti

M. Grazia

Cara Maria Grazia,
tuo figlio sta affrontando un momento importante per la sua crescita, nei
suoi lati positivi e negativi.

E’ entusiasta di affrontare un’esperienza nuova, che lo fa sentire
sicuramente più grande, ma un po’ forse la teme anche e soprattutto sente la
sofferenza nello staccarsi dalle persone e dalla situazione vissuta finora.

Come aiutarlo in questo periodo difficile?

In questo caso l’ascolto è davvero la soluzione più adeguata.

Il problema è suo e voi ne siete consapevoli. Dalla tua lettera mi pare di
capire che voi siete sereni di fronte a questa situazione e chiedete
semplicemente un modo per aiutare lui.

Questa vostra serenità è molto importante: lui ha già il suo problema e se sente i suoi genitori troppo preoccupati, può aumentare a sua volta la sua preoccupazione.
La vostra serenità è invece un motivo di forza per lui, visto che gli trasmettete in questo modo che avete fiducia in lui e nella sua capacità di affrontare la situazione.

Tuttavia evitate di sminuire il suo malessere, con frasi del tipo: vedrai
che ti piacerà, troverai nuovi compagni, ecc. Cercate anche di non
consolarlo.

Provate ad ascoltarlo semplicemente, a mettevi nei suoi panni cercando di
comprendere le sensazioni che vi sta trasmettendo in quel momento e
accettandole tranquillamente, come il suo modo di essere e di affrontare la
situazione nuova.
E’ un modo anche per voi di conoscere meglio vostro figlio, senza nulla togliere o aggiungere a quel che sta vivendo.

L’accogliere anche la sua sofferenza e non solo i suoi momenti felici, è forse più difficile ma è segno della vostra accettazione e della sicurezza che gli potete trasmettere.

Faccio un esempio: un bimbo al primo giorno di scuola materna piange
disperatamente quando la mamma si allontana. La maestra gli si avvicine e
gli dice: “Ti manca la mamma”. Lui si calma e va a giocare con gli altri.
Ha sentito riconosciuto e accolto il suo dolore e si è tranquillizzato.
Mille altre espressioni di rassicurazione e consolazione del tipo: vedrai che la mamma tornerà, giocheremo insieme, ecc. non avrebbero sortito la stesso effetto.

Se riuscite ad applicare l’ascolto, renderete a vostro figlio un grosso
servizio perchè l’aiuterete a riconoscere e ad affrontare le sue emozioni e gli darete una competenza emotiva che gli sarà utile anche in seguito.

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