30 Gennaio 2025 L'ESPERTO RISPONDE

Avv. Maria Ferrara

Titolare dello Studio professionale MF Legal Office che offre assistenza e consulenza legale sia in ambito giudiziario che conciliativo, con particolare riferimento al diritto di famiglia. Appassionata del proprio lavoro e “preda” di un guizzo creativo che la porta alla ricerca continua di nuove esperienze. Riceve su appuntamento nel suo studio di Via Baltimora, 90 a Torino - mail mariaelena.ferrara@gmail.com

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Non vuole vedere il padre: come gestire la situazione legalmente

Buongiorno Avvocatessa,
purtroppo nonostante le mie diffide dopo una separazione per far sì che il padre sia presente. Oggi dopo castighi insistenti mia figlia non vuole più andare dal padre né il pomeriggio in settimana né nei weekend pattuiti.
Piange disperata perché le toglierà il telefono. Ho sempre insistito che lui dovesse esserci nella vita della figlia, mentre lui faceva i fatti suoi… oggi se la figlia non vuole andare da lui insiste e la obbliga, ma lei sta male.
La ragazza ha 12 anni e vive con me.
La ringrazio se vorrà aiutarmi
Saluti

Gentile lettrice,

le consiglio di iniziare con l’invio di una lettera al padre, in cui potrà esporre in modo chiaro e garbato le problematiche riscontrate. Questa comunicazione ha non solo lo scopo di provare a aprire un dialogo ma soprattutto si rende necessaria per dimostrare nero su bianco la sua disponibilità a trovare una soluzione, mettendola al riparo da eventuali future accuse di manipolare la bambina.
Suggerisco di farsi assistere da un avvocato nella redazione della lettera, senza che quest’ultimo compaia formalmente, ma solo come supporto. Se il padre non dovesse mostrarsi collaborativo, potrebbe essere utile suggerire il coinvolgimento di un mediatore familiare o, se necessario, di un avvocato, per arrivare a concordare modalità di frequentazione più adatte alle esigenze attuali di sua figlia.
Nel caso in cui il problema dovesse persistere e non si riuscisse a trovare un accordo, si potrà considerare l’opzione di rivolgersi al Tribunale per richiedere una revisione delle condizioni di frequentazione. In questa eventualità, l’avvocato che la assisterà potrebbe ritenere utile acquisire una relazione di uno psicologo specializzato nell’età evolutiva, che possa fornire un quadro chiaro della situazione e contribuire a tutelare il benessere psicologico della bambina.
Data l’età di sua figlia, in un’eventuale procedura giudiziaria, la minore verrà ascoltata dal Giudice, il quale valuterà le sue dichiarazioni insieme a tutte le altre prove disponibili.

Spero di essere stata d’aiuto.

Un caro saluto

Avv. Maria Ferrara
mariaelena.ferrara@gmail.com

Foto di copertina di Quỳnh Lê Mạnh

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