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2 Agosto 2024 L'ESPERTO RISPONDE

Avv. Maria Ferrara

Titolare dello Studio professionale MF Legal Office che offre assistenza e consulenza legale sia in ambito giudiziario che conciliativo, con particolare riferimento al diritto di famiglia. Appassionata del proprio lavoro e “preda” di un guizzo creativo che la porta alla ricerca continua di nuove esperienze. Riceve su appuntamento nel suo studio di Via Baltimora, 90 a Torino - mail mariaelena.ferrara@gmail.com

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Quando la bambina vuole stare con il padre separato – l’Avvocato Risponde

Buonasera, bambina di 11 anni che vive con la mamma (affidamento però congiunto) totalmente assente in condizioni non adeguate.
Vorrebbe vivere con il padre in un’altra ragione.
Cosa bisogna fare?
Grazie

Caro lettore o lettrice,

Occorrerebbero maggiori dettagli, ma provo ad abbozzare una risposta.

Per decidere circa il collocamento della bambina e/o sul suo affidamento, è necessario ricorrere al giudice mediante un’apposito procedimento. La questione dello spostamento in un’altra regione è una decisione di grande importanza che verrà valutata con attenzione dal Tribunale, tenendo sempre come priorità l’interesse superiore del minore.

Nel caso in cui i genitori siano d’accordo sulle nuove modalità di gestione, possono presentare un ricorso congiunto. Questo tipo di ricorso facilita il procedimento, poiché il giudice si troverà a valutare una proposta condivisa dalle parti, riducendo i tempi e le complicazioni legate al conflitto.

Se, invece, i genitori non riescono a trovare un accordo, si darà avvio a un procedimento giudiziale in cui ciascun genitore potrà esporre le proprie ragioni e presentare le prove a sostegno delle proprie richieste. Durante questo procedimento, il giudice ascolterà le argomentazioni delle parti, esaminerà le prove e, se necessario, nominerà consulenti tecnici. A seconda dell’età del minore, il giudice potrà o dovrà anche ascoltarlo direttamente: per i bambini più grandi e gli adolescenti, l’ascolto sarà più approfondito, mentre per i più piccoli vengono utilizzate modalità più adeguate alla loro età e capacità di comprensione.

Se vi sono perplessità sulle capacità genitoriali della madre, queste possono essere portate all’attenzione del giudice affinché valuti la possibilità di un affidamento esclusivo al padre o altre soluzioni. Tuttavia, non è da escludere la possibilità di un affidamento condiviso anche se i genitori abitano in regioni diverse, a patto che vi siano le condizioni per garantire una presenza equilibrata di entrambi nella vita della bambina.

Il discorso è complesso e queste sono solo alcune indicazioni di massima. Spero di aver dato spunti utili.

Un caro saluto

Avv. Maria Ferrara

Foto di copertina di Camille Minouflet

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