Ho un figlio di 11 anni del mio primo matrimonio che ha cambiato per completo personalità. Provo a spiegarmi, da 9 mesi ho avuto una figlia del mio secondo sposo e lui quando è andato in ospedale non voleva neanche conoscerla (adesso non è più così addirittura è premuroso e molto attento) fa prima media e non va per niente bene, è sempre arrabbiato, non vuole studiare e non l’interessa nemmeno prendere la insufficienza nelle verifiche, mi nasconde i compiti pur di non farli, devo dire che prima non era così, studiava anche se dovevo chiederselo, si impegnava.
Anche con gli amici è cambiato: si lamenta che nessuno lo invita più a casa sua e trascorre tutto il tempo chiuso in casa, a volte torna dalla scuola che piange, perché sul pulmino della scuola li fanno i dispetti e lo prendono in giro.Ho parlato con il responsabile del pulmino ma la situazione non cambia.
Devo dire che è un ragazzino poco sicuro di se e come è poco poco “in carne” gli altri ragazzi li dicono ciccione e lui ci rimane malissimo.
Continua a lamentarsi che io non ho più tempo per lui e che sto sempre con sua sorella, cerca sempre le attenzione e a volte imita la sorellina così io lo tratto come a leii. Vuole sapere solo della playstation, preferisce giocare così che andare dagli amici, ed è sempre solo. L’ho minacciato che di vendersela, sono disposta a farlo ma ho paura di peggiorare la situazione.
Mi scuso per la estensione della lettera ma sono veramente disperata e non so come gestire questa situazione.
Gentile signora mi sembra evidente che suo figlio reclami le sue attenzioni e che questa esigenza sia diventata impellente dopo la nascita della sorella, ma lei parla anche di un secondo matrimonio e non dice, ad esempio, come siano i rapporti tra il bambino e suo marito.
Forse i cambiamenti che ha vissuto lo hanno un po’ confuso e suo figlio ha bisogno di rassicurazioni e di certezze. Il modo di comportarsi che ha messo in atto gli serve per dimostrare il suo disagio e, probabilmente, anche il mangiare più del necessario è un segno delle sue difficoltà.
Le consiglio di parlarne con suo marito e con il padre del bambino per capire con loro come aiutarlo, il disagio che lui dimostra non è solo suo ma di tutti voi ed è necessaria la collaborazione di tutti per aiutarlo a superare questa fase. Consideri anche che molto spesso i bambini sono portatori di un malessere che è in realtà familiare quindi non è possibile risolvere la situazione buttando la playstation.
Una consulenza da uno psicologo può aiutarla molto.
Cordiali saluti