Buongiorno Roberta, è probabile che la questione del trasloco abbia turbato la tranquillità di sua figlia che, come dice lei stessa, ha dovuto cambiare abitudini, scuola e amici. Ho già avuto occasione più volte di parlare delle difficoltà che spesso vengono generate da un cambiamento radicale che ha bisogno di una sorta di accompagnamento e preparazione anticipatoria. E’ però importante dire che questi effetti collaterali non vengono vissuti solo dai bambini, ma ne sono vittime anche gli adulti in quanto sottoposti ad un forte stress. E’ quindi probabile che ci sia bisogno di una sorta di assestamento familiare per ritrovare un equilibrio complessivo.
Desiderare la morte di qualcuno è un fenomeno che accade a tutti, solitamente però non viene espresso e, nei bambini, non viene così facilmente esplicitato. Ma questo non ci deve indurre a pensare che non sia un pensiero “normale”. E’ importante capire che valore attribuisce a questi pensieri ed è almeno altrettanto importante aiutare la bambina a non provare sensi di colpa che sono sempre dannosi e non favoriscono il benessere psicologico.
Quando sua figlia le dice di desiderare la sua morte, utilizza, a mio parere, un linguaggio molto simbolico che sottende il desiderio di mettere fine ad una discussione o ad un rimprovero. Tenga conto che a questa età non tutti i bambini hanno ben chiaro il carattere definitivo ed irreversibile della morte, ma sicuramente sanno che è qualcosa che mette fine a qualcos’altro. Non sottovaluterei quel sentirsi offesa che la bambina dichiara e cercherei di capire con lei, parlandone, cosa la fa sentire così e come si sente quando ritiene di esserlo stata. A volte quelli che a noi adulti sembrano semplici rimproveri educativi, arrivano a destinazione come qualcosa che mina la costruzione dell’identità del bambino e diventa importante trovare un modo che sia educativo, ma non lesivo del senso di sé del bambino.
Cara Roberta quando lei dice “ho bisogno di sentire il parere di un esperto, che cancelli dalla mia mente il pensiero di stare facendo qualche errore, che io non riesco a percepire”, mi sento di rassicurarla. Sicuramente sta facendo qualche errore, quale è il genitore che non ne compie? Penso che lo sbagliare sia parte integrante del mestiere di genitore, probabilmente la cosa più importante è continuare ad interrogarsi in proposito proprio come sta facendo lei.
Un caro saluto.
