30 Maggio 2013 L'ESPERTO RISPONDE

Flavia Cavalero

La dottoressa Flavia Cavalero è psicologa e psicoterapeuta. Cura la parte “psi” del sito www.psicomamme.it, svolge l’attività nel suo studio in via Bruino, 3 a Torino e si occupa di psicoterapia individuale e di gruppo nell'ottica del raggiungimento e del mantenimento del benessere psicologico. Riceve su appuntamento, tel. 333/3628327

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Sonno condiviso

Buongiorno, sono la mamma di una vivacissima e sveglissima bimba di quasi 3 anni.

Ho letto con interesse gli articoli inerenti al sonno condiviso, perchè anche mia figlia, da circa 1 anno, non vuole + dormire sola, ma solo con noi nel lettone. Questo passaggio ha coinciso con il suo addormentarsi sempre + tardi, motivo per cui io non ce l’ho + fatta a stare sveglia per poi metterla nel suo lettino una volta addormentata.

Viviamo in un monolocale, lei non ha la sua cameretta dove poterla fare addormentare, a luce spenta e poi andare via! premesso che questa situazione un po’ mi piace e un po’ mi pesa (di certo io e mio marito non abbiamo molta intimità…), a preoccuparmi è soprattutto la paura di non riuscire a “staccarla” in un tempo ragionevole, che tutto questo contatto anzichè rafforzarla diventi un vizio, un’abitudine di cui lei non saprà + fare a meno. Oltrettutto ha risvegli frequenti, con sogni agitati, anche se il clima pre-nanna è sereno (al massimo guarda Dumbo!).

Come posso fare? cosa ne pensa?

Cara mamma, penso che quello della condivisione del lettone sia un problema comune a molti altri genitori e sul tema ci sono pareri discordi anche tra i professionisti che si occupano dell’infanzia.

Chi è contrario afferma che questo comportamento ostacola lo sviluppo dell’autonomia, ritarda il naturale distacco dai genitori in favore di una dipendenza psicologica. Anche su Internet non farà alcuna fatica ad individuare siti che offrono consigli e strategie per fare addormentare i bambini nel loro letto, fino a dire di lasciarli piangere fino allo sfinimento, cosa che ritengo davvero crudele.

Personalmente penso che non ci sia nulla di male nella condivisione del letto e che quello sia un momento di grande dolcezza tra genitori e figli. Sostengo inoltre che il contatto anche fisico con i genitori favorisca la percezione di affetto, sicurezza e accettazione che sono molto importanti per lo sviluppo psicologico del bambino. In favore di questa tesi sono anche autorevoli professionisti, uno per tutti Bettelheim.

Il sonno disturbato della bimba, molto comune a quest’età, mi sembra un motivo in più per farla dormire nel lettone, sia per lei sia per voi. La notte per i bambini è un momento delicato, cambiano dimensione, non hanno controllo, le paure hanno maggiore spazio per presentarsi, devono lasciare i giochi, insomma sono alle prese con un’entità buia e misteriosa in cui non si sentono sicuri.

In modo particolare nel nostro tempo abbiamo la tendenza a pre –occuparci, nel senso che ce ne occupiamo prima ancora che insorgano, dei bisogni concreti dei nostri figli e tendiamo a sottovalutare i loro bisogni emotivi che sono, invece, quelli più importanti. Dormire con i genitori è una questione che appartiene all’ordine dei desideri, quando non dei bisogni, non si tratta di un vizio o un capriccio. Ogni bambino è una realtà diversa da un’altra, alcuni preferiscono dormire da soli, altri no. Non c’è una regola, né una teoria da seguire, quel che conta è trovare un equilibrio familiare che soddisfi sia i genitori sia i figli.

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