Cara nonna,
nel 2004 sono state pubblicate le Linee Guida per i Pediatri dello Screening oculistico al fine di individuare e risolvere fin dalla tenera età dei nostri pargoli i difetti visivi “meccanici” cioè quelli che possono interferire con il normale sviluppo dell’apparato visivo.
Dal tuo racconto emerge che si è già indagato l’aspetto medico, pertanto, posso aggiungere che molto probabilmente la sua manifestazione della palpebra che si muove con scatti ripetitivi potrebbe essere ricondotta al suo tentativo di gestire emozioni come ansia, tensione o aggressività.
Solitamente il tic può comparire in una fase della crescita come un problema passeggero destinato a risolversi nell’arco di qualche mese, ed è raro che il disturbo accompagni il piccolo fino all’età adulta.
Secondo alcune teorie il tic nervoso transitorio compare fra i sei/sette anni di età.
Secondo altri studi tale disturbo può interessare anche bambini molto piccoli nella fascia di età compresa fra i due e i sei anni.
Il tic è quasi sempre la manifestazione di un disagio legato a circostanze imprevedibili o a difficoltà di ordine ludico, scolastico o di relazione amicale.
Il mio suggerimento è quello di prestare attenzione al tipo di reazione da parte dei genitori, famigliari e adulti che circondano la creatura evitando commenti o confronti, rimproveri o punizioni, irritazione o sconforto o preoccupazione al fine di evitare che nel bambino possano insorgere sentimenti di vergogna o colpa.
Sicuramente è più utile annotare sempre sullo stesso quaderno la situazione che ha preceduto tale manifestazione e indagare così quale sia la tensione che viene trattenuta e che scatena il disturbo. In questo modo si può comprendere ed intervenire con amorevolezza e accoglienza.
Niente nella vita va temuto: deve essere solamente compreso. Marie Curie
