7 Giugno 2016 L'ESPERTO RISPONDE

Flavia Cavalero

La dottoressa Flavia Cavalero è psicologa e psicoterapeuta. Cura la parte “psi” del sito www.psicomamme.it, svolge l’attività nel suo studio in via Bruino, 3 a Torino e si occupa di psicoterapia individuale e di gruppo nell'ottica del raggiungimento e del mantenimento del benessere psicologico. Riceve su appuntamento, tel. 333/3628327

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Timidezza e difficoltà socializzazione

Buongiorno, abbiamo un bambino di quasi 6 anni che i primi due anni di vita non ci ha dato il benchè minimo pensiero. Dall’entrata al baby parking ha iniziato a diventare disubbidiente, fino a qualche tempo fa era una situazione che reputavamo “normale” e tipico della crescita ma ora sta diventando ingestibile. E’ un bambino molto intelligente (legge, scrive da circa un anno e fa anche addizioni, sottrazioni, risolve piccoli problemi di matematica senza il nostro intervento, non l’abbiamo mai forzato, ha imparato tutto da solo). Però ha difficoltà nel socializzare con persone nuove (bambini e adulti) e se si trova in un posto nuovo si comporta male, risponde male, fa dispetti a noi e agli altri, al punto da farsi sgridare da adulti non della famiglia. Nei negozi tocca tutto, non ci ascolta minimamente, fa tutto il contrario di quello che gli diciamo. All’asilo ora che è al terzo anno e conosce tutti il problema non si pone ma l’anno prossimo alla prima elementare ho paura che non venga capito e passi per il bambino maleducato (anche perché sa già fare quasi tutto quello che insegnano il primo anno a scuola e ho paura che annoiandosi la situazione peggiori). Non sappiamo più cosa fare, capisco che per lui sia un disagio (in questi momenti mi accorgo che parla persino con la bocca storta da quanto è in difficoltà) ma per noi sta diventando insostenibile uscire di casa. Quando invece è in casa con solo uno di noi è bravissimo, a volte facciamo dei discorsi che mi sembra di parlare con un bambino di 10 anni. Non sappiamo se insistere a portarlo in giro (ovviamente a vista degli altri sembriamo i genitori che non sono in grado di educare il figlio) e lasciarlo fare (rischiando di essere lui sgridato e noi criticati) oppure uscire poco aspettando che cresca e capisca come comportarsi.
Capisco che lui soffra in mezzo agli altri perchè non sa come comportarsi, è veramente a disagio e in difficoltà e probabilmente questo è il suo unico modo di cercare di vincere la timidezza. Noi vorremmo aiutarlo ma non sappiamo come. Abbiamo provato con le belle maniere a spiegargli che così facendo non è un bel comportamento e anche con qualche sculacciata o castigo (pomeriggio senza cartoni animati) ma non abbiamo risolto nulla. La ringrazio per la collaborazione. Cordiali saluti.  Cristina

Buongiorno signora Cristina,

credo che precludere le uscite e le interazioni del bambino con i suoi pari e con gli adulti potrebbe essere un grave errore che andrebbe nella direzione di assecondare la fase oppositiva del bambino che sarebbe invece preferibile indagare con l’aiuto di uno psicologo.
Questa situazione sta evidentemente da quanto lei scrive, diventando pesante da sostenere sia per il bambino stesso, sia per voi genitori; le consiglio pertanto di rivolgersi con fiducia ad uno psicologo dell’età evolutiva che saprà consigliarvi nel migliore dei modi.
Cordialità

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