Cara mamma,
da quello che racconti sono già diverse settimane che provi a togliere il pannolino della notte ma senza risultati. Ne deduco che la mattina, al risveglio trovi il letto bagnato oppure durante la notte la bimba vi chiama perché si risveglia bagnata di pipì interrompendo il suo riposo ed il vostro.
Generalmente si intuisce che è arrivato il momento di abbandonare il pannolino quando al mattino quest’ultimo risulta essere asciutto oppure quando la creatura lo chiede esplicitamente.
È necessario osservare la situazione ponendosi delle domande quali ad esempio: la bimba beve molto prima di coricarsi? Quanto è forte il suo attaccamento alla gestualità collegata al momento del cambio del panno? Si sente insicura? Sente di perdere la sua dimensione di bambina piccola e quindi di essere accudita? Ci sono già molte altre situazioni in cui le è richiesta l’abilità di rispettare molte regole? Quali sono le tue aspettative rispetto a questo controllo degli sfinteri? Hai delle pressioni da chi ti circonda?
È utile stabilire quali sono le basi che ci muovono in questa o in quella direzione…
Una mamma ha usato questa strategia per togliere il pannolino al suo bambino. Ogni sera raccontava una favoletta, tutte le volte un po’ diversa nella descrizione del paesaggio il cui riassunto è che… “C’è un nonno che per innaffiare l’orto deve chiudere le chiuse. Ogni sera nonno e nipote vanno nel campo ad aprire e chiudere le chiuse per innaffiare l’orto. Poi un giorno in nonno non può andare e va solo il nipote.”
Probabilmente nel caso di una bimba utilizzerei personaggi femminili per facilitare l’identificazione… “C’era una volta una nuvoletta di nome Bella che viaggiando con la sua famiglia nei cieli notturni aveva il compito di innaffiare i piccoli orti al mattino ma…”.
La bravissima Nicoletta Costa ha scritto delle fantastiche avventure della nuvoletta Olga…
bianca, soffice, e molto ben educata: prima di fare la pioggia chiede il permesso. …
Credo che le forzature non abbiano esiti positivi a lungo termine e spesso nemmeno nell’immediato in quanto la difficoltà cambia il modo di manifestarsi ma non viene superata né tantomeno risolta.
“Il bambino ha diritto al rispetto per i misteri e le esitazioni del duro lavoro della crescita”. (J. Korczack)
