18 Ottobre 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Trasferimento in seguito alla separazione

Ho una bambina di 7 anni e sto per separarmi (consensualmente) da mio marito.
Non avendo una casa di proprietà ed essendo al momento in difficoltà economiche, ci troviamo costretti a tornare nelle rispettive case paterne, seppur provvisoriamente.
Questo per la bimba significa cambiare casa, scuola, amici, città e anche regione.
Allo stesso tempo garantirebbe però una sicurezza economica, la possibilità di frequentare spesso il padre, gli altri nonni e altri tipi di contesti (palestra, bambini del vicinato…).
Considerando che sarà comunque una situazione provvisoria (al massimo un anno) e che c’è la possibilità di ritrasferirsi nuovamente qui, una volta trovata un’indipendenza economica (mi sto laureando), mi chiedo se tutti questi cambiamenti sommati al trauma della separazione possano produrrenella bimba uno stress eccessivo.
Quali potrebbero essere i disagi? Come evitarli?
Possono esserci lo stesso dei fattori di protezione?
Grazie
Antonella

Cara Antonella,
entrambi gli eventi (separazione e trasferimento) rappresentano cambiamenti importanti che richiederanno un adattamento da parte di sua figlia, per cui comprendiamo la sua preoccupazione.
Se però esistono vincoli di realtà che rendono impraticabile una soluzione alternativa, è necessario agevolare la bambina facendo appello a tutte le risorse disponibili: personali, familiari e di contesto.
Ben vengano dunque la vicinanza al papà e ai nonni, le nuove opportunità di socializzazione, la sicurezza economica.
Se il trasferimento consente tra l’altro di mantenere la vicinanza di entrambi i genitori, è probabile che sia la soluzione meno traumatica.
I disagi deriveranno dalla separazione delle figure di riferimento extrafamiliari attuali, quali insegnanti e amichetti, poi dall’affrontare l’inserimento in un ambiente estraneo, in particolare nella nuova scuola.
Inoltre cambierà l’ambiente domestico e si modificheranno le distanze e i rapporti fra i diversi membri della famiglia.
Per quel che riguarda il distacco, può essere d’aiuto curare che la bimba abbia la possibilità di accomiatarsi da coloro che le stanno a cuore (i saluti, un’eventuale festicciola di addio – o di arrivederci – non sono solo aspetti formali, ma aiutano ad elaborare la separazione) e che essa possa esprimere i suoi sentimenti al riguardo (ad esempio il rammarico o il desiderio di riavvicinarsi).
Poi seguirete e cercherete di agevolare l’inserimento nella nuova scuola e negli altri contesti. Potrete cominciare, ad esempio, facendo conoscenza con gli insegnanti e presentando loro la situazione: con molta probabilità otterrete collaborazione e buoni consigli.
Quanto alla ristrutturazione della famiglia, due aspetti sono particolarmente importanti.
Tornando in casa dei suoi genitori è importante che lei, nonostante la momentanea dipendenza economica, mantenga comunque il suo ruolo di adulta e di madre. Accetti pure l’aiuto dei suoi genitori, ma continui a occuparsi in prima persona dell’educazione di sua figlia, e a prendere autonomamente le sue decisioni.
Il rischio è, in questi casi, di trovarsi nuovamente a fare “la figlia”, alla stregua di una sorella maggiore della propria.
Sarebbe perciò anche opportuno che nella casa fosse dedicato uno spazio esclusivo e privato per lei e la bimba.
Infine, ricordi che il principale motivo di sofferenza dei figli nelle separazioni è dato dall’essere coinvolti nel rapporto conflittuale fra i genitori. Faccia dunque tutto il possibile per evitare che il problema di coppia influenzi le vostre scelte come genitori.
Una buona cooperazione fra mamma e papà (per qual che riguarda esclusivamente l’aspetto genitoriale) può essere mantenuta e rappresenta certamente il miglior fattore di protezione.

Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.

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