5 Agosto 2011 L'ESPERTO RISPONDE

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Tre gemelli

Sono una mamma di tre gemelli di 4 anni…

E’ stato bellissimo crescerli, amarli e dare tutta me stessa in questi anni trascorsi al loro fianco ma da circa due anni ormai ho ripreso ad insegnare e in questi casi è il peggio lavoro perchè non stacco mai mentalmente dalle dinamiche infantili e famigliari.

Il mio problema è sempre stato secondo me presente ma in modi diversi evidente perchè adesso è proprio evidente.

Quando io e mio marito siamo insieme nei fine settimana o in vacanza non gestisco più uno dei miei bambini che fa capricci in continuazione, mi sfida facendo cose che non deve, dice parolacce che non sono ovviamente di nostro uso, cerca continuamente il padre che fino ad oggi non ha mai avuto modo di prendersi cura di lui (nelle routine quotidiane, nelle norme di igiene personale, per pigrizia, paura, poco tempo..).

Solo dopo continue discussioni tra di noi, per questi motivi, forse è giunto il momento di fare qualcosa perchè rende le giornate invivibili e pesanti.

Le vacanze sono una STRAGE!

E’ felice solo mentre si gusta un gelato o sale sulla giostra per il resto strilli ribellioni: impossibile entrare in acqua per il padre che si sente gridare dalla battigia: STUPIDO!

Che si fa?

Faccio letture esasperate e allarmanti: il vomito che ha quando tossisce o ha un po’ di raffreddore per me è sintomo di incapacità di contenersi, controllarsi.

Voglio il vostro consiglio anche per mio marito che altrimenti pensa continuamente ad una mia insinuazione negativa e colpevolizzante sul suo ruolo di padre e su cio’ che fino ad oggi ha “fatto”.

Cara mamma,
uno dei temi fondamentali che riguarda i gemelli è la differenziazione.
Essendo in tre della stessa età è dura trovare un proprio spazio!
La sfida più grande per i genitori è quella di riuscire a riconoscere in ognuno di loro, e poi aiutarli ad esprimerli, le loro peculiarità, i loro talenti unici, le personalità diverse.
E’ utile osservarli con attenzione e creare con ognuno di loro, anche separatamente, momenti in cui hanno un contatto esclusivo con i genitori. Magari svolgendo attività diverse, che li corrispondano nello specifico. Ovviamente compatibilmente con le vostre possibilità di spazi e
tempi: un conto è la teoria, ma poi la pratica, effettivamente, non è facile da applicare nella realtà…
Il comportamento del bambino in questione ci faceva pensare ad un suo bisogno di chiedere attenzione, proprio per differenziarsi dal “gruppo” (aldilà del fisiologico atteggiamento oppositivo che sperimentano tutti i bambini, prima o poi). Il problema è che attira l’attenzione in modo negativo. E ha capito che può chiamare in ballo anche la figura paterna in questo suo ribellarsi, fare i capricci, prendere il “comando” della situazione.

I consigli sono due: essere molto rigorosi nell’imporgli le vostre regole (non dire le parolacce, non mangiare fuori pasto, etc. etc.); e nello stesso tempo creare con lui (e anche con gli altri 2) spazi esclusivi, sia con la mamma, che con il papà, anche con l’obiettivo di rinforzare il rapporto tra padre e figli, che evidentemente inizia ad essere desiderato dai bambini (anche se ancora con una modalità ambivalente).

Saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.

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