13 Gennaio 2011 L'ESPERTO RISPONDE

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Ubbidienza

Ho veramente bisogno di aiuto, spiego la situazione, che, temo, sia scappata ormai di mano.
Ho un bambino che ha quasi 4 anni, va all’asilo fin da quando aveva 1 anno
ed è molto vivace e intraprendente, anche troppo…
Il problema principale è la disubbidienza, riporto un esempio per spiegare al meglio la situazione: alla sera, dopo cena, sta un po’ con noi a vedere la tv (cartoni animati) oppure con il suo gioco preferito (Nintendo DS,
super mario, ed è¨ anche molto bravo), il problema è che non è mai ora
per andare a dormire: alle 21.30 cominciamo a dirgli che è ora di coricarsi e si và avanti così a volte anche per un’ora, alla fine ci imponiamo e lo portiamo in letto.
Come se non bastasse non c’è modo di convincerlo a dormire nel suo letto.
A quell’ora anche la mamma si corica ma lui non ne vuol sapere e lì cominciano i guai seri.
Stasera, come molte altre volte,
ha dato di matto, non vuole che si spenga la luce anche se la mamma è
accanto a lui, non vuole stendersi e continua a giocare con la coperta
(recando anche disturbo a mia moglie che invece vorrebbe riposare), se si
cerca di calmarlo e di convincerlo a dormire dà in escandescenze urlando e
arrivando spesso a schiaffeggiarmi!!!
Tutto questo correlato da rotolamenti per terra (siamo in inverno il pavimento è freddo e non è molto salutare oltre che igienico…). A quel punto io non riesco più a controllarmi ed esplodo, fino a quel momento gli ho parlato con calma a voce bassa ma lui
prima mi urla “Stai zitto! Vai via!!” e poi mi tira schiaffi… e la goccia
fa traboccare il vaso e partono prima le mie urla e infine le sculacciate.
Questo è solo un esempio, comportamenti simili li ha spesso anche quando è
ora di mangiare, quando gli si dice di smettere di giocare con i videogiochi
(a volte ci sta attaccato delle ore!!), quando sale sulle sedie e salta,
quando cerca di salire sul tavolo e guardandoci pesta i piedi per sfidarci,
quando è ora di andare all’asilo: non solo non si veste ancora da solo
(all’asilo si però!), ma si ribella anche quando lo si veste… e
analogamente alla sera quando gli si deve mettere il pigiamino.
Anche il bagnetto è un momento difficile, fa la doccia con la mamma, ma poi non vuole mai uscire dalla doccia e si accuccia a bere l’acqua (anche qui igiene pochina…), odia il phon ed è un delirio asciugargli i capelli.
Io temo veramente che ci siano grossi problemi comportamentali almeno nei
nostri confronti, ho anche paura che siamo in ritardo per correggerlo e non
so più che strada provare.
Ho provato la regola del Time-out (metterlo 5 minuti in un posto noioso
quando fa qualcosa di sbagliato), ho provato a parlargli dolcemente, ho
provato a sgridarlo forte, ho provato a sculacciarlo… risultati scarsi.
Odio le regole ma mi rendo conto che a mio figlio e alla mia famiglia sono
necessarie, solo che non so come farle rispettare e come farmi rispettare
da mio figlio.

Caro papà,

mi rendo conto che la vita con tuo figlio è davvero difficile!
Per i problemi comportamentali del bimbo e per il timore di essere in ritardo per correggerlo, ma anche per l’enorme fatica ed il dispendio di energie necessarie alla gestione della vita quotidiana. Per voi, ma anche per vostro figlio. Anche per lui è difficile vivere in guerra con voi tutto il tempo!

Perché mai un bimbo dovrebbe essere così ribelle? Tu hai già individuato il problema: la situazione vi è scappata di mano. Come si può sentire un bimbo i cui genitori, che dovrebbero essere per lui guida e riferimento, non hanno in mano la situazione e lasciano gestire tutto a lui, che, proprio perché bimbo, non lo sa fare?
Sicuramente si sente spaventato, come minimo!
E che può fare se non provocarvi per vedere fino a che punto resistete prima di prendere voi la situazione in mano?

Voi resistete veramente molto. Perché?
Che cosa vi impedisce di essere un poco più determinati prima di arrivare alle inevitabili urla e sculacciate?

Forse il timore di essere autoritari? Pensate di non esserlo in questo modo? Forse l’antipatia per le regole? Non vorrei confondeste regola e ingiunzione, comando, autoritarismo. Le regole sono necessarie alla sopravvivenza: quando è notte si dorme non è soltanto una regola, prima di tutto è un bisogno che vale per tutti gli organismi viventi. Se non si dorme si sta male e ci si può ammalare, adulti o bambini che si sia. La regola di per sé è positiva. È il modo di insegnarla che varia: si può imporre o si può insegnare affettuosamente e rispettosamente.
Per un bambino avere i genitori come guida e riferimento è un bisogno. Un bimbo nasce in uno stato di totale dipendenza dall’adulto ed è compito dell’adulto portarlo all’autonomia proprio attraverso la propria competenza alla vita che il bimbo non possiede ancora.
Forse quel che manca nel rapporto con tuo figlio è proprio una modalità efficace di relazionarti e comunicare con lui. È un bimbo ancora piccolo, quindi una modalità che trasformi in gioco le cose da fare può coinvolgerlo.
È un bimbo di quattro anni, che sta sviluppando la sua personalità ed individualità e lo fa contrapponendosi agli adulti di riferimento: lasciagli quindi i suoi spazi, la possibilità di esprimere il suo punto di vista per poi condividere le soluzioni. Non usare la razionalità, non serve a niente spiegargli le cose, né dolcemente né con punizioni o riflessioni solitarie.
Serve molto di più che lui acquisisca in te la fiducia necessaria ad accettare le tue proposte. E questo avviene se lui sente in te reale interesse, considerazione e affetto per lui e soprattutto se sente che tu credi in quello che gli proponi. Finché ti senti insicuro tu e “provi” strategie diverse, lui sente tutta la tua insicurezza, e allora come fa a fidarsi? Percepisce il tuo problema nel gestirlo piuttosto che la tua sicurezza e la tua attenzione a lui.

Perciò occorre porre attenzione a te stesso. Come ti senti quando ti relazioni con lui? Lo vivi come un piccolo essere da domare o come un essere indifeso che ha bisogno di attenzioni e affetto? Perché questo è lui realmente. Ti senti sicuro di quel che gli proponi e in diritto di proporglielo come una cosa normale o pensi in anticipo che devi ottenere qualcosa da lui? La differenza è molta: nel primo caso si sentirà protetto e sicuro anche lui, nel secondo alzerà le barriere. Ti senti la persona adulta che gli fa da contenimento e da sponda e lo aiuta a conoscere la realtà circostante ed a crescere o pensi che debba già da solo fare le cose opportune? Sei tu che devi dirgli quel che va e quel che non va fatto e soprattutto devi sentirti in diritto ed in dovere di farlo, perché se non lo fai tu chi lo farà? Lo fanno le maestre dell’asilo (ed infatti con loro si veste da solo) ma non basta. Il genitore sei tu! Come fa ad acquistare fiducia in te e stabilire con te un rapporto sereno ed affettuoso, se ti sente così insicuro e traballante che di fatto gli lasci fare tutto quel che vuole, per poi picchiarlo? Perché a quattro anni non vuole dormire nel suo letto? Chi gli ha dato questa abitudine? Non se la è certo presa! Se fin da piccolo fosse stato abituato a dormire nel suo letto, non gli sarebbe venuto mai in mente di fare altrimenti.

Direi quindi che è opportuno avere prima di tutto chiaro quello che tu desideri per lui e per te e poi darlo per scontato (non è pensabile che tutti gli incontri con tuo figlio si debbano trasformare in un match).

Per acquistare sicurezza non cercare consigli da altri, non cercare ricette fuori, cerca di riscoprire in te il tuo potenziale di genitore ed il tuo desiderio di un buon rapporto con tuo figlio che traspare dalla lettera, riconosci in te l’affetto che provi per lui (chi mai si passerebbe la serate che passi tu se a tuo figlio non ci tenessi veramente molto!). Con la naturalezza che ne scaturirà ritroverai un nuovo modo di stare con lui, con rispetto ed attenzione per te e per lui.

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