2 Settembre 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Una figlia mette a dura prova la coppia – non credevo

Salve.
sono un padre di uno splendido angelo di nome Viola.
Dopo la nascita della bimba il rapporto con mia moglie si è raffreddato, abbiamo avuto molti problemi, lei ha sofferto di anoressia, ha problemi economici in famiglia, fino ad ora ho sopportato, ma io mi sento un fantasma in casa.
La bimba ce l’ha sempre con lei, non mi lascia lo spazio: vorrei arrivare a casa e stare solo con la mia bimba.
Sono disperato: ho pensato di lasciare mia moglie, ma il mio angelo come fa a crescere serena senza un padre?
Poi va contro il mio principio di famiglia tradizionale.
Non so come comportarmi.
Vi chiedo una parola di conforto, per favore.
Un abbraccio
Alessandro

Caro Alessandro,
in effetti per una coppia la nascita di un figlio rappresenta un cambiamento importante e complesso che porta con sé gioia, felicità, progettualità ma anche degli effetti negativi, ad esempio: sovraccarico del lavoro casalingo, mancanza di sonno, restrizioni riguardanti la vita sociale, lo svago, gli amici, le disponibilità finanziarie, la professione, ecc.
Sovente nella coppia sorgono delle difficoltà causate dal minor tempo che i partner riescono a trascorrere insieme, dei conflitti legati alle difficoltà di adattamento al nuovo ruolo di genitore; può anche manifestarsi una diminuzione della soddisfazione sessuale all’interno della coppia.
I neogenitori devono riorganizzare i propri ritmi di vita, il tempo libero, i rapporti con l’ambiente esterno ma soprattutto devono imparare a comunicare non più solo come membri di una diade coniugale ma anche come membri di una coppia genitoriale all’interno di una triade familiare.
Probabilmente lei e sua moglie avete vissuto/state vivendo le difficoltà sopra citate e/o altre difficoltà (ci lascia intendere che sua moglie ha una storia personale e familiare complessa che presumibilmente ha influito anche nella vostra vita di coppia) e ad un certo punto si è creato un muro tra di voi che impedisce la comunicazione e che vi allontana sempre di più.
Viola non ne ha nessuna colpa: i suoi genitori non sono riusciti a riorganizzare la loro vita, le loro relazioni in modo da fare evolvere positivamente la coppia coniugale in triade familiare.
Entrambi i genitori la vorrebbero tutta per sé, sembra che in questo nucleo ci sia spazio solo per le coppie (prima Alessandro/sua moglie, ora Alessandro/Viola e mamma/Viola) e non per tutta la famiglia.
Quello che ci sentiamo di consigliarvi (rivolgendoci quindi anche a sua moglie) è di valutare se credete ancora nel vostro rapporto, se pensate che nella vostra coppia ci siano ancora delle risorse per affrontare e superare questa difficile fase che state attraversando e diventare la famiglia che forse avevate sognato.
In tal senso un terapeuta di coppia potrebbe esservi utile per aiutarvi a ripristinare la comunicazione tra di voi, a comprendere le reciproche difficoltà, a esprimere le aspettative oppure – perché c’è anche questa possibilità – potrebbe aiutarvi a comprendere e maturare la necessità di una separazione, rendendola il meno possibile traumatica per voi e per la piccola Viola.
Viola resterà comunque per sempre la figlia di entrambi e quindi dovete imparare in ogni caso (sia insieme, sia eventualmente da separati), a crescerla insieme.

Cari saluti dallo staff dello Studio di Psicologia Relazionale.

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