11 Giugno 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Voglio la mamma!

Ho una bimba di 5 anni. E’ una bimba coccolona e molto
sensibile.
Va alla scuola materna dove è bene inserita, una volta alla
settimana va a danza, una a propedeutica di musica e tutte le maestre mi
dicono quanto sia intelligente e come spesso faccia dei ragionamenti così
profondi da lasciare a bocca aperta.

Abbiamo avuto un anno un po’ pesante:
mio marito ha perso il lavoro e da circa tre mesi va a lavorare in un’altra
città partendo il lunedi mattina e tornando il venerdi sera e quasi
contemporaneamente siamo approdati finalmente alla nuova casa che avevamo
comprato e ristrutturato sigh, per oltre un anno mezzo, vivendo nel
frattempo in casa di mia madre. La bambina da circa un mese, pur essendo
essenzialmente allegra e serena, mi dicono che ha cominciato a piangere
all’asilo, o a musica o a danza, chiedendo di me.

Anche poco fa, dal momento che oggi Alessia era a casa dall’asilo, le ho
telefonato per fare quattro chiacchiere, e dopo un inizio allegro, ha
cominciato a piangere e a dirmi ‘vieni presto vieni presto’. La bimba mi
dice che è qualcosa di incontrollabile e non riesce a smettere di piangere
eimbeccata, ha detto che le manca papà. Ma è di me che cerca sempre.

Ho
provato ad essere dolce e consolarla, ma piange ancora di più.

Se sono
burbera si trattiene un po’ di più, ma poi spiace a me.

Capisco che entrare
in una casa nuova (mi sta sempre attaccata e ha paura di stare da sola nelle
stanze) sia un trauma, capisco che vedere meno il padre sia un ulteriore
trauma e la induca ad attaccarsi ancora di più a me, ma, oltre a dare tempo
al tempo, come posso fare per aiutarla a ritrovare serenità e
spensieratezza?

Tra l’altro io lavoro in proprio, per cui comunque siamo
poco insieme nell’arco della giornata (mezz’oretta al mattino finchè la
porto all’asilo, e la sera dopo le sette fino alle 21.30 ora in cui va a
nanna.) Di giorno quando non è ‘impegnata’ sta con mia madre o una specie di
baby sitter- tuttofare che l’ha vista nascere ed è quasi una nonna in più
per lei.

C’è ancora da dire che la bimba ha sempre dormito in camera con noi, ma nel
suo lettino. Finchè siamo stati in casa di mia madre, per forza maggiore
abbiamo continuato a dormire nella stessa stanza, ma durante la notte dal
lettino ha cominciato spesso a passare nel lettone. Nella casa nuova,
(oltretutto la sua camera sarebbe ad un piano diverso dalla nostra) dorme
nella nostra stanza e purtroppo viene nel nostro letto, tante volte quante
la rimettiamo nel suo…

Grazie

Elisa

Cara Elisa,
sei consapevole delle motivazioni che possono spingere una bimba serena e allegra come tua figlia ad avere crisi di pianto.
Il cambio di abitazione e l’allontanamento del padre e dei nonni, con cui vivevate ultimamente, rappresentano per lei una perdita per cui lei cerca in te sicurezza e affetto.

Sento il tuo dispiacere di madre al suo pianto incontrollato ed il tuo desiderio di aiutarla a ritrovare la sua spensieratezza.

E penso che tu possa fare effettivamente molto per lei.

E’ importante che tu riconosca il tuo dispiacere e la sofferenza che il suo pianto ti procura.

Tu desideri che lei smetta di piangere e ti attivi per questo. Cerchi di consolarla e lei piange di più, sei burbera e lei si trattiene, ma poi spiace a te.

Lei, come tutti i bambini, è molto sensibile alle emozioni che tu vivi e reagisce di conseguenza.

Per lei poter esprimere la sue emozioni è un momento liberatorio e nel contempo di presa di coscienza di quanto sta vivendo.

Se tu riesci ad accettare che tua figlia incontri nel percorso della sua vita momenti difficili e sei certa che abbia anche le capacità di superarli (e tu lo affermi chiaramente comunicando che è intelligente, sa fare ragionamenti profondi, dici che è possibile dare tempo al tempo… ed ogni essere umano ha comunque risorse che lo aiutano ad affrontare la vita), allora il tuo atteggiamento cambierà.
Sarai fiduciosa nelle sue capacità e le trasmetterai questa fiducia.

Potrai starle vicina con un atteggiamento di accettazione delle sue manifestazioni emotive, senza sminuirle e senza enfatizzarle, potrai ascoltarla con attenzione senza interferire sui suoi vissuti, potrai accoglierla senza nulla aggiungere o togliere a quanto ti comunica, sia con il suo pianto che in altro modo.

In questo clima di semplice e puro ascolto, lei potrà prendere contatto con le sue emozioni, imparerà a riconoscerle, sicura dell’accettazione, della comprensione e dell’affetto della mamma e ne uscirà rafforzata.

Poiché hai poche ore per stare con lei durante la giornata, è importante che quel tempo sia significativo e di qualità.

Lo stesso atteggiamento può essere utilizzato per aiutarla a ritrovare la sicurezza necessaria a tornare a dormire nel suo lettino e, con la gradualità che ritenete necessaria, nella sua stanza, senza più ripensamenti.

Anche questo sarà per lei un momento di crescita in cui troverà i suoi spazi e imparerà a rispettare i vostri, facendo un ulteriore passo verso l’autonomia personale.

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