16 Novembre 2010 L'ESPERTO RISPONDE

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Piange mentre mangia

Buongiorno,
sono la mamma di due bambini: Nicolò il primo ha 3 anni e Andrea di 5 mesi.
Ho allattato al seno fino a 10 mesi Nicolò senza nessun problema, invece con Andrea fin dall’inizio ci sono stati problemi..
Non si attaccava bene e così mi hanno consigliato di tirarmi il latte e darlo col biberon, ma i problemi non sono finiti…
Tutt’oggi dopo varie tirate e pasti di artificiale le cose non cambiano…
Ogni volta che arriva il momento della pappa Andrea sembra aver fame, ma dopo qualche poppata si ferma piange, si irrigidisce, sembra rivolere il biberon e poi lo allontana, a volte andiamo avanti anche per un ora con questo tira molla.
Fortunatamente il bambino cresce e la pediatra mi dice di non preoccuparmi, ma da qualche gg gli do il pasto delle 12 con la pappa lattea e con quella non ci sono problemi la mangia tutta in un sorso e non rigurgita niente come invece fa negli altri pasti!!
Per il resto è un bambino meraviglioso dorme e ride sempre, ma ha sempre la voce un po’ rauca!!
Ho paura che possa essere reflusso gastrico !!
Aiutatemi a capirne di più
cordiali saluti
Sara

Cara Sara,

sul reflusso gastro-esofageo puoi trovare tantissime informazioni nella rete e su questa stessa rubrica:
Bimbo con il rigurgito a sei mesi e Reflusso gastroesofageo.

Sicuramente la persona più qualificata alla diagnosi è il pediatra di fiducia a cui vi rivolgete per la cura dei bambini: l’attenzione e la conoscenza della mamma e del papà unita alla sua professionalità devono rappresentare uno strumento efficace volto ad un unico obiettivo condiviso: la buona salute dei bambini e delle bambine.

L’approccio usato dà ragione ad entrambi.

Tu hai apportato dei cambiamenti introducendo la pappa lattea che probabilmente contiene carruba e farina di riso e facilita così un maggiore riassorbimento dei succhi gastrici evitando il ritorno nell’esofago. Ed il tuo pediatra ti ha voluto rassicurare sul fatto che non è un problema tale da prevedere interventi specifici: è sufficiente aspettare che il bambino cresca per veder diminuire gli episodi della vostra difficoltà.

Sono certa che ci si può rivolgere ai medici ponendo maggiori domande per approfondire e dissolvere i nostri dubbi e se non troviamo l’empatia che cerchiamo possiamo giocare la carta del cambiamento…

Spero di esserti stata d’aiuto!

Arianna

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